I metalli preziosi e l'introduzione della cartamoneta
Nel nostro percorso, i metalli preziosi avranno un ruolo fondamentale. In particolare l’oro, che approfondiremo meglio nei prossimi articoli e che ci accompagnerà ancora per un po’.Prima, però, è importante capire come alcuni metalli siano diventati denaro e perché, col tempo, proprio l’oro abbia prevalso sugli altri.
Metalli come ferro, rame e bronzo furono essenziali per lo sviluppo della civiltà umana, soprattutto dal punto di vista tecnologico. Venivano utilizzati per creare utensili, armi, attrezzi agricoli e oggetti di uso quotidiano. Avevano però alcuni limiti come forma di denaro: erano relativamente abbondanti e, soprattutto nel caso del ferro, soggetti a corrosione. Per questo venivano usati principalmente per piccoli scambi locali o per monete di basso valore.
Oro e argento, invece, avevano caratteristiche molto più adatte a svolgere funzioni monetarie. Erano rari, difficili da estrarre, facilmente divisibili, trasportabili e soprattutto molto resistenti al tempo. Non si deterioravano facilmente e mantenevano le proprie caratteristiche anche dopo decenni o secoli. Per questo motivo iniziarono a essere utilizzati come mezzo di scambio in moltissime civiltà.
Con il tempo si passò dal semplice utilizzo del metallo “a peso” alla coniazione delle monete. Le autorità politiche imprimevano un sigillo sulle monete per certificare il peso e la purezza del metallo contenuto al loro interno. Quel simbolo rappresentava, di fatto, una garanzia.
L’argento ebbe un ruolo enorme soprattutto in Oriente. Per secoli, economie gigantesche come Cina e India utilizzarono sistemi monetari fortemente basati sull’argento. Anche in Europa e nelle Americhe l’argento circolava moltissimo, soprattutto nelle monete di piccolo e medio taglio e nel commercio internazionale con l’Asia.
Tra il XVI e il XVII secolo enormi quantità di argento provenienti dalle miniere del continente americano — soprattutto da Potosí, nell’attuale Bolivia — finirono nei commerci globali e alimentarono l’economia mondiale per secoli. Col passare del tempo, però, emersero diversi problemi. L’argento veniva continuamente utilizzato per finanziare guerre, pagare debiti statali e sostenere le spese militari dei vari regni europei. Inoltre, le continue variazioni nella produzione mineraria rendevano il suo valore meno stabile rispetto all’oro.
Negli Stati Uniti, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, si tentò di utilizzare contemporaneamente oro e argento attraverso un sistema chiamato bimetallismo. Già nel 1792, con il Coinage Act, era stato fissato un rapporto ufficiale tra i due metalli: un’oncia d’oro equivaleva a circa 15 once d’argento. Sulla carta sembrava un sistema stabile, ma nella pratica emerse presto un problema enorme: il mercato non rimane mai fermo. Il valore reale dei due metalli cambiava continuamente in base alla domanda e all’offerta. Bastava un aumento della produzione di argento o una maggiore richiesta di oro per far saltare il rapporto fissato dallo Stato.
Durante la presidenza di Thomas Jefferson, nel 1806, alcune monete d’argento di grande taglio smisero addirittura di essere coniate perché venivano fuse o esportate all’estero, segno delle difficoltà del sistema. Quando il valore “ufficiale” fissato dallo Stato differiva troppo dal valore reale di mercato, una delle due monete finiva inevitabilmente per sparire dalla circolazione. Le persone tendevano infatti a conservare o fondere il metallo sottovalutato e spendere quello sopravvalutato.
È il fenomeno che oggi conosciamo come legge di Gresham:
“la moneta cattiva scaccia quella buona”.
Mantenere stabile un sistema basato contemporaneamente su due metalli diventò quindi sempre più difficile.
Nel frattempo, un’altra innovazione stava cambiando il mondo: la cartamoneta. Le banconote rappresentavano una promessa convertibile in oro e permettevano di trasferire valore senza dover trasportare fisicamente metalli preziosi. Questo rese molto più pratico utilizzare un unico standard monetario basato principalmente sull’oro.
Fu così che, gradualmente, le principali economie mondiali iniziarono ad adottare il gold standard. La Gran Bretagna fu tra le prime ad avvicinarsi a un sistema aureo già nel XVIII secolo. Un ruolo importante lo ebbe anche Isaac Newton che, nel 1717, fissò un rapporto tra oro e argento che finì per favorire l’utilizzo dell’oro rispetto all’argento. Tuttavia il vero gold standard britannico si consolidò definitivamente solo nel corso dell’Ottocento.
In Europa, due innovazioni accelerarono enormemente questo processo:
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il telegrafo
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la diffusione delle ferrovie
Grazie a queste tecnologie diventò molto più semplice trasferire informazioni, regolare pagamenti e coordinare il sistema bancario internazionale. Le banche non avevano più bisogno di spostare continuamente metalli preziosi tra città e nazioni: bastavano registri contabili e banconote convertibili in oro. Di conseguenza, l’argento perse gradualmente importanza monetaria.
Nel 1871, dopo la guerra franco-prussiana, la Germania ricevette una grande indennità di guerra dalla Francia in oro e sfruttò l’occasione per adottare il gold standard. Da lì in avanti, moltissimi altri paesi seguirono la stessa strada. L’India passò gradualmente verso uno standard legato all’oro alla fine del XIX secolo. La Cina fu invece una delle ultime grandi economie ad abbandonare definitivamente l’argento, negli anni ’30 del Novecento.
Nonostante questo, l’argento ha lasciato un’impronta enorme nella storia e perfino nel linguaggio. La parola “denaro”, per esempio, deriva dal latino denarius, una moneta romana d’argento che inizialmente pesava circa 4,5 grammi, anche se il peso cambiò nel tempo durante la storia romana. E ancora oggi, in diverse lingue, il termine usato per indicare il denaro coincide con la parola “argento”. In francese, per esempio, “argent” significa sia “argento” sia “soldi”.
Ovviamente l’argento non è sparito con la fine del suo ruolo monetario. Oggigiorno viene utilizzato nella gioielleria, nell’industria, nell’elettronica e, storicamente, ha avuto un ruolo importantissimo anche nella fotografia.
Nel prossimo articolo entreremo finalmente nel mondo dell’oro, il metallo che più di ogni altro ha influenzato la storia del denaro.
A presto.
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